Benvenuto, aiutaci a costruire Milano, la nostra città del Diritto al Futuro
Venerdì 30 settembre 2011- ore 18.00
c/0 Urban Center Galleria Vittorio Emanuele
Presentazione del libro di Marilisa D'Amico
Il difficile cammino della democrazia paritaria
alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia
ne discutono con l'Autrice
Marilena Adamo
Lucia De Cesaris
Pierfrancesco Majorino
Alessia Mosca
Barbara Pollastrini
Carmela Rozza
Tiziana Scalco
Anita Sonego
Francesca ZajcziK
ed altre eminenti personalità cittadine
modera il Prof.Valerio Onida
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Martedì 27 settembre la Commissione Affari Istituzionali ha approvato la modifica dell’art. 44, comma terzo, del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale, una modifica resa necessaria dalla diminuzione del numero dei Consiglieri - da 60 a 48 - stabilita dalla legge finanziaria del 2010.
Si è quindi ritenuto di ridurre in proporzione il numero legale di Consiglieri .......continua a leggere
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Una politica innovativa per tutta Milano
Giuliana Nuvoli
"Milano: un bene comune? Come la immaginano, la pensano, la vogliono le donne che ci vivono"
Palazzo Marino, 28 settembre 2011
Palazzo Marino, sala Alessi. Sono le 18 di un pomeriggio di fine settembre e la sala è gremita all’inverosimile. Tutte donne e tutte accaldate: si respira appena, molte di noi sono sedute per terra, come fosse un collettivo universitario. Tema dell’incontro, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità, "Milano: un bene comune? Come la immaginano, la pensano, la vogliono le donne che ci vivono". Sono presenti gli assessori Benelli, Bisconti, Castellani, De Cesaris, Tajani e il vice-sindaco Guida; Basilio Rizzo porta i saluti del Consiglio Comunale. Coordina gli interventi Marilisa D’Amico, vice presidente della Commissione P. O.
Apre i lavori Francesca Zajczyk, che ha di recente avuto dal Sindaco la delega per lo sviluppo delle politiche per le P. O. per il Comune di Milano: è certa che verrà fatto un buon lavoro, grazie anche alla forte presenza femminile, e ricorda come sia necessario imparare a governare, e occorra tempo e volontà.
Anita Sonego, presidente della Commissione P. O. apre il suo intervento con un paragone biblico: “La pietra scartata è diventata la pietra angolare”. Da troppo la donna è considerata individuo di seconda scelta, che apre l’elenco dei portatori di handicap, degli anziani, dei gay: è necessario, invece un rapporto davvero paritetico e una osmosi fra i due generi. Il profondo sessismo presente sul territorio è, oggi, il più grave ostacolo allo sviluppo del nostro paese. L’augurio è che Milano diventi un modello, una vera città di uomini e di donne.
Ileana Alessio dell’UDI ricorda come molte donne si candidino a sostenere gratuitamente altre donne, associazioni, fasce deboli; e segnala come chi ha un mandato nell’UDI non ce l’ha mai di genere.
Gli interventi sono brevi, cinque minuti ognuno, ma sono tanti: impossibile, qui ricordarli tutti.
Adriana Nannicini chiede che si faccia un calendario con incontri regolari; e propone alcuni temi come quelli del lavoro e dell’Expo con particolare riguardo agli alimenti (filiere, mercati, etc.).
Ilaria Bonomi della FIDAPA si sofferma sul rapporto necessario fra le generazioni e sulla figura dei nonni “asso nella manica”. Elisabetta Carfoglio di “Di Nuovo Milano” riprende la proposta delle “case delle donne” e di spazi dove le donne possano creare lavoro e dare sfogo alla propria creatività; Anita Sonego commenta che spazi simili c’erano già, durante le giunte di centro sinistra...
Mentre parla scatta l’applauso: è entrato Giuliano Pisapia, che saluta, si siede quieto e ascolta.
Anna Polo invita alla giornata nazionale della non-violenza (domenica prossima), quando verrà presentato il progetto sulla non-violenza delle donne.
Poco dopo prende la parola il Sindaco che sottolinea la forza, l’impegno, la passione delle donne.
E si dichiara orgoglioso di aver stabilito e rispettato la regola della assoluta parità nella distribuzione dei ruoli, dei compiti, degli incarichi. E chiude sul suo ormai tradizionale invito: “Statemi vicino, ho bisogno di voi”:
Daniela Manfrini propone una tavola sulla salute, e consultori laici che rispettino le regole dettate dalle diverse culture e diverse religioni, e in cui siano presenti educatori e teologi.
Ricorderemo un ultimo intervento, in particolare, quello della giornalista Marina Terragni che ricorda come noi siamo, in Occidente il Paese più nemico delle donne: l’obiettivo è diventare il più amico. Che la cultura sia distorta, l’ha dimostrato il sindaco precedente, donna, che aveva affidato l’Expo a 42 uomini: per avere la parità abbiamo dovuto aspettare il suo successore, Pisapia. La democrazia deve mutare nei suoi fondamenti: non prevedeva le donne e, quando queste sono arrivate, hanno rappresentato elemento di disturbo. Ma le donne sono più forti e creative, e suggerisce di analizzare l’immagine di Milano per vedere quale sia il contributo femminile. La Terragni chiude sul problema della violenza sulle donne, che ben conosce l’Assessore Castellano. Ma quella violenza è un problema degli uomini.
Sono tante le donne che si prenotano a parlare: la moderatrice fatica a tenere dietro alle richieste. Bianche, di colore, giovani, coi capelli bianchi, di buon eloquio e più modeste nel parlare. E’ un fiume in piena che si sta riappropriando della città.
Marilisa D’Amico ha il volto luminoso: nelle pochissime battute che si concede, ricorda come l’articolo 3 della Costituzione preveda una uguaglianza non ancora messa in atto e chiede che, nella casa del Comune, essa venga raggiunta in tempi brevissimi per servire a modello. Ma è certa che dal confronto (fra le donne, e fra i due generi) nasceranno proposte concrete per la città, e che prenderà vita una politica innovativa per le donne e per tutta Milano.
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Interverranno:
Stefano Rodotà Presidente Fondazione Lelio Basso
Antonio Panti Presidente Ordine dei medici di Firenze e padre del codice deontologico dei medici
Marilisa D'Amico Ordinario di Diritto Costituzionale Università Statale di Milano
Gianni Baldini Avvocato e Docente di Biodiritto all'Università Cesare Alfieri di Firenze
Monica Soldano Giornalista e Presidente di Madre Provetta
L'incontro è promosso dall' On. Rosa Villecco Calipari, in qualità di Vicepresidente del PD alla Camera dei Deputati e dall' On. Livia Turco, capogruppo Affari Sociali alla Camera dei Deputati, ed ha l'obiettivo di fare il punto sull'attualità dello scenario giuridico rispetto al principio di autodeterminazione del cittadino, in una prospettiva non solo nazionale, ma europea. Con l'occasione saranno resi noti gli argomenti portati in Corte Costituzionale per il ricorso contro il divieto di fecondazione eterologa e quelli che saranno portati in Aula, al Senato, contro il ddl Calabrò. Saranno invitati tutti i parlamentari di tutti i gruppi parlamentari, ed in particolare l' On. Gianfranco Fini. Per accedere alla sala del Mappamondo sarà necessario fornire i dati anagrafici. E' inoltre richiesto un abbigliamento consono e l'obbligo della giacca per gli uomini.
Questo volume prosegue la collaborazione tra la cattedra di Biodiritto dell'Università di Firenze e l'associazione Madre Provetta onlus, per contribuire ad un progetto di studio e di ricerca, che individui le linee di un diritto comune europeo per la bioetica.
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Giovedí 08.09.2011 - Da www.affaritialiani.it - Nomine, Pisapia studia le mosse
"La proposta di regolamento per la nomina di rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate di Città Costituzione è stato depositata a fine luglio. Settimana prossima sentiremo Valerio Onida in Commissione. Siamo convinti, nonostante alcune criticità, che sia un regolamento valido". La presidente della Commissione Affari istituzionali, la costituzionalista Marilisa D'Amico, spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it, come cambierà la procedura delle nomine.
Sarà possibile applicare la proposta di Onida per le nomine in corso?
"No, perchè bloccherebbe la procedura già in corso. Ma sulla trasparenza si potrà applicare. Lo Statuto ci dà già dei poteri in questo senso".
Quali sono le nomine scadute?
"Il Pio Albergo Trivulzio, Fondazione Stelline e Milano Ristorazione".
Anche Atm?
"Sì, nel nuovo bando di agosto".
Come avverranno le nomine in corso?
"Il sindaco sta vagliando, alla luce della legge sulla privacy, di pubblicare non solo i curricula di chi viene nominato ma anche di chi fa domanda. Come prevede il progetto di Onida. Le nomine in corso seguono la procedura vecchia, ovvero l'articolo 57 dello Statuto comunale, che indica i soggetti promotori e la quota di almeno il 25% di proponenti da parte della società civile. E' intenzione del sindaco dare più spazio alle proposte della società civile che sono del tutto staccate dai partiti. Poi non è detto che un partito candidi una persona autonoma rispetto al partito. Il rischio c'è, come è avvenuto in passato e speriamo non esista più. Nel progetto che stiamo esaminando la quota della società civile è più ampia rispetto a quella dei partiti".
Alcuni aspetti della proposta di Onida si potrebbero quindi già applicare alle nomine in corso?
"Sì. Ma prima bisogna capire se è congruente con la legge sulla privacy".
Che cos'altro prevede il progetto di Onida?
"Propone una serie di incompatibilità tra i nominati e altre cariche che non sono previste nella Statuto. Per esempio l'incompatibilità nel ruolo di consigliere comunale e membro della giunta comunale con l'essere dipendente, consulente o incaricato del Comune. Prevede il conflitto di interesse rispetto al Comune, l'ente o l'azienda di chi è stato dichiarato fallito o di chi sia stato oggetto di un incarico e di revoca. Partiremo dalla proposta di Onida per poi in commissione apportare eventuali modifiche". Poi ci sono gli obblighi dei nominati. "L'articolo 5 dice che non c'è solo un controllo all'atto della nomina ma un rapporto forte tra il nominato e il consiglio. Questa norma varrebbe anche per le nomine in corso in quanto è estensibile in via interpretativa a tutte le nomine fatte dal Comune. Per le nuove nomine varrebbe la procedura specifica con la pubblicità e con l'innalzamento delle quote delle società civile. E' un progetto che può essere applicato anche alle norme attuali. Accogliendo così le richieste fatte mercoledì".
Quando entrerà in vigore?
"Prima dobbiamo finire di esaminare la proposta in Commissione, poi ci saranno due o tre audizioni di Onida. Vorremmo sentire i rappresentanti degli ordini professionali, che già adesso hanno la facoltà di esprimere candidature, e qualche esperto in materia di società partecipate e governance. Ho in mente delle persone autorevoli".
Per esempio?
"Proporrò l'avvocato De Nicola e la dottoressa Livia Aliberti Amidani che ha scritto la legge sulle quote nelle società quotate assieme a Alessia Mosca e Anna Puccio".
Quindi quando sarà possibile applicare il progetto di Onida?
"In un mese faremo le audizioni e poi saremmo in grado di portarlo in Consiglio".
Mariela Golia
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Quote rosa, modello Milano per le società pubbliche
Mosca (Pd): una legge per nomine trasparenti, controlli su retribuzioni e incarichi.
Golfo (Pdl): 9 mila posti disponibili, attente all'applicazione
da Corriere Economia, 5 settembre 2011
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 luglio, ed entrata in vigore il 12 agosto, la legge sulle quote di genere, altrimenti dette «quote rosa», sta iniziando a spostare l'attenzione sui, più generali, meccanismi di nomina ai vertici delle società pubbliche. Alessia Mosca, parlamentare Pd co-firmatrice della legge presentata da Lella Golfo (Pdl), sta lavorando, infatti, a un progetto di legge per rendere le nomine nelle società pubbliche più trasparenti, impedire la cumulabilità degli incarichi e permettere un controllo sulle remunerazioni.
«Nella mia testa e in quella di chi, anche negli altri Paesi, sta lavorando su questi temi, la legge sulle quote di genere è un passo per arrivare a far sì che i consigli di amministrazione siano più trasparenti e performanti», dice Mosca. Per questo studia ciò che sta accadendo a Milano dove l'Associazione Città Costituzione presieduta dal presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida ha presentato un progetto che assegna al Comune un forte potere di indirizzo e rende pubblici i meccanismi di nomina, anche attraverso audizioni da parte del consiglio comunale. Prevista inoltre l'adesione alla legge sulle quote di genere (già oggi la giunta è al 50% femminile e ha una vice sindaca, Maria Grazia Guida). Mercoledì 7 settembre la presidente della Commissione Affari istituzionali, la costituzionalista Marilisa D'Amico, proporrà alla commissione, riunita con la commissione Partecipate, di partire dal testo di Onida come base di discussione.
«È una proposta autorevole e tecnicamente ben fatta — spiega D'Amico — da cui si può partire per modificarla come meglio riterranno le commissioni e il consiglio comunale». Quote rosa e nomine, dunque, si intrecciano. Perché anche se tanto si è parlato delle società quotate, il nodo della legge sulle quote di genere sono le società pubbliche dove, nel primo step della normativa, sono più di 9mila — secondo i calcoli della Fondazione Bellisario, presieduta dalla stessa Golfo — i posti a disposizione delle donne. E dove maggiori sono i timori di una cattiva applicazione, come dice la sua presentatrice.
La legge prevede per le aziende a controllo pubblico un 20% di donne in cda e collegio sindacale alla prima nomina e un 30% alla seconda. Diversi sono i problemi aperti. Il primo è che la normativa approvata prevede sanzioni (pene pecuniarie e decadenza del cda) solo per le società private quotate e non per le società pubbliche.
Le sanzioni sono rimandate a un decreto attuativo atteso entro fine settembre, ma ancora non si sa che grado di forza avranno. «Prevedere una pena in denaro — spiega Mosca — sarebbe come una partita di giro essendo denaro pubblico, per cui l'unica sanzione possibile è la decadenza, ma ancora non sappiamo quali modalità e quale tempistica avrà. Ci auguriamo che le sanzioni ci siano e siano rigide, altrimenti i processi saranno più lunghi, con il ricorso al Tar come è successo nel caso di amministrazioni che non avevano rispettato i principi di parità contenuti nei propri regolamenti». Il secondo tema aperto è quello del controllo: per le quotate c'è la Consob, per le (migliaia) di società pubbliche è attesa entro ottobre la nomina di una commissione da parte del ministero della Finanza pubblica. Se e come sarà effettivamente applicata la legge — che è entrata in vigore ad agosto ma ha ancora un anno di «vacanza» applicandosi solo a partire dai rinnovi dell'agosto 2012 in poi — è tema di discussione della prossima due giorni della Fondazione Bellisario che il 28 e 20 ottobre di questo dibatterà a Milano.
«Il modello che si sta adottando a Milano, con la pubblicizzazione delle nomine, è un modello che mi sembra corretto perché consente di verificare ed evita illazioni — dice Golfo —. Così come anche quanto fatto dalla Fondazione Bellisario con la raccolta di mille curricula che metteremo a disposizione delle aziende e delle amministrazioni».
Maria Silvia Sacchi
05/08/11
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28 Luglio 2011 - Nel ddl recante Norme per il contrasto dell’omofobia e transfobia le norme centrali sono costruite attraverso il ricorso al “meccanismo” dell’aggravante, che accede al reato principale. Si prevede, in altre parole, una tutela penale rafforzata,quando certe categorie di soggetti, ritenuti “deboli”, sono vittime di certi delitti, selezionati dal legislatore.
La componente prevalente tra le varie finalità del legislatore è quella della “prevenzione generale”, poiché si punisce più gravemente chi ha commesso il reato “in ragione” dell’omosessualità e transessualità. Il fine perseguito è, più precisamente, quello di prevenire il compimento di reati contro la persona, che siano, per così dire, “sessualmente orientati” e, indirettamente, quello di proteggere le vittime, discriminate in quanto “qualificate”, nella mente dell’agente, da un certo orientamento sessuale.
In conclusione occorre osservare come lo strumento prescelto nel ddl sia il migliore per tutelare, sul piano della prevenzione generale e speciale, le persone omosessuali e transessuali da una serie di delitti motivati in ragione della loro cd. “diversità”. Si tratterebbe, dunque, di una scelta orientata a un diritto penale laico e minimo.
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Milano, 27 luglio 2011
Comunicato sul disegno di legge contro l'omofobia
Ieri, 26 luglio 2011, la Camera dei Deputati ha votato a favore della pregiudiziale di costituzionalità, proposta dall’on. Buttiglione, sul disegno di legge che introduce una pena più severa, quando il reato viene commesso contro omosessuali e transessuali, in ragione del loro orientamento sessuale. Ha vinto quindi la linea, comune anche a Pdl e Lega, di quanti ritengono inutile proteggere, con l’uso dello strumento penale, coloro che sono discriminati perché non eterosessuali. Ciò nonostante i tristi episodi che la cronaca purtroppo spesso porta alla ribalta, in cui vittime della violenza sono proprio omosessuali e transessuali, presi di mira da gruppi sociali violenti a causa della loro condizione personale. Il tutto, inoltre, in controtendenza rispetto alla maggioranza degli Stati membri dell’Unione europea e rispetto a quelle direttive, della stessa Unione europea, volte a favorire l’integrazione di tutti gli individui, quale che sia il loro orientamento sessuale. La cosa più deplorevole, in tutto ciò, mi pare l’uso strumentale della Costituzione, che è stata utilizzata in ultima analisi per mascherare una volontà politica e non per approfondire e porre rimedio a presunti problemi di costituzionalità
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27/07/2011 - PERCHE’ E’ NECESSARIO INTRODURRE L’ADDIZIONALE IRPEF
Comincia oggi pomeriggio in consiglio l’esame per l’approvazione della delibera della Giunta che decide di introdurre l’addizionale IRPEF, nella misura dello 0,2% per quest’anno.
Certamente si tratta di un provvedimento difficile da digerire, anche per noi consiglieri che in campagna elettorale non avevamo certo promesso ai nostri elettori di alzare le tasse, facendo pagare anche tanti cittadini che stanno già facendo sacrifici e sono in difficoltà.
La verità è che l’amministrazione Moratti ci ha consegnato una situazione drammatica, che può essere superata soltanto iniziando ad occuparsi rigorosamente del bilancio del Comune di Milano, per restituire ai milanesi la possibilità di un Comune che non sfori il patto di stabilità, arrivando al collasso totale.
Bisogna denunciare che, a fronte delle continue segnalazioni da parte dei revisori del Comune di Milano al Sindaco e alla Giunta, nulla è stato fatto e si è continuato ad ingannare i cittadini dicendo che i conti erano apposto. In realtà lo stesso assessore Beretta, con una lettera datata 4 aprile 2011 ai revisori, afferma le “criticità” legate alle entrate, fra cui la vendita di Serravalle (per cui attualmente non esiste ancora un acquirente) e afferma anche che si sarebbero dovute introdurre misure straordinarie per far fronte ai problemi di bilancio.
Quindi, non abbiamo strade alternative, esattamente come è successo per l’approvazione dell’accordo di programma su Expo: ereditiamo una situazione drammatica, faremo senz’altro del nostro meglio, ma dobbiamo constatare che saranno necessari sacrifici e anche ridimensionamenti delle speranze, che però noi teniamo aperte, assicurando che faremo di tutto per costruire una città migliore, più giusta, più attenta e alla fine anche più ricca.
Come Partito democratico ci stiamo impegnando per aumentare la soglia di esenzione fino a 33.000 Euro e per studiare il modo per introdurre un quoziente familiare.
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20/07/2011 - La Commissione Affari istituzionali del comune di Milano ha eletto oggi quale Presidente Marilisa D’Amico, consigliera del Pd, Professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università degli Studi di Milano.
L’affidamento di questo ruolo chiave ad una consigliera della maggioranza competente in materia ha un indubbio significato aggiunto. La volontà è quella di portare nella Commissione, che avrà il compito di lavorare alla riscrittura dello Statuto comunale e delle altre fondamentali regole di funzionamento dell’amministrazione comunale, un alto contributo tecnico. Questa volontà è confermata anche dalla scelta del Vice Presidente della Commissione, ricaduta su un membro dell’opposizione, l’esponente della Lega Nord Alessandro Morelli, già assessore al Turismo al Comune di Milano. Infatti, come ha affermato Marilisa D’Amico nel suo discorso di insediamento, “l’ambizione è che si possa fare qui un vero lavoro bipartisan”.
Fra i temi sui quali si dovrà impegnare la Commissione, annunciati dalla neoeletta Presidente, oltre alla redazione dello Statuto comunale, vi è la trasformazione delle zone in municipi, la creazione della città metropolitana, nonché le nomine, le designazioni e le revoche di rappresentanti del Comune presso gli Enti, le Aziende e le Istituzioni, che il Consiglio dovrà rivedere in base alla proposta della Commissione.