La nascita della Repubblica Italiana e la stesura della nostra Carta costituzionale affondano le radici nell’esperienza della Resistenza e nel suffragio universale. In occasione degli 80 anni della Repubblica, è fondamentale riflettere sul ruolo cruciale, e spesso unico, che le 21 donne elette all’Assemblea Costituente ebbero in quel delicato passaggio storico.

A differenza di una componente maschile caratterizzata da percorsi politici talvolta complessi e di transizione dal precedente regime, le figure femminili dell’Assemblea si distinsero per un profilo chiaramente e unanimemente antifascista. Nonostante la netta minoranza numerica (21 su 556 membri), il loro spessore intellettuale e la solida formazione accademica e politica conferirono loro una straordinaria autorevolezza.

L’impatto di questa presenza fu determinante soprattutto grazie alle cinque costituenti entrate a far parte della Commissione dei 75. Lavorando in assoluta sinergia e superando le rispettive appartenenze di partito, queste donne cooperarono per l’inserimento dei diritti femminili nel testo originario, ponendo le basi per una delle carte costituzionali più avanzate al mondo sul piano della parità.

Questo nucleo tematico è stato al centro del dibattito svoltosi a Roma durante il convegno “In ricordo di quella prima volta”, promosso da Soroptimist International d’Italia e Zonca per celebrare l’anniversario del primo voto politico delle donne. L’incontro ha ribadito un principio cardine per le generazioni presenti e future: i diritti civili e democratici non sono un bene acquisito per sempre, ma una conquista costante da preservare e tramandare.

Qui il convegno