Parità salariale e gender pay gap: dalla Costituzione alla nuova trasparenza europea. Il recepimento della Direttiva UE 2023/970, approvato in via preliminare il 5 febbraio 2026, rappresenta un passaggio cruciale per rendere davvero effettivo il principio della parità retributiva tra donne e uomini, già sancito dall’art. 37 della Costituzione. La Direttiva non introduce nuovi diritti, ma rafforza gli strumenti di tutela attraverso la trasparenza salariale, l’accesso ai dati retributivi, il divieto di segretezza sugli stipendi e obblighi informativi già nella fase di selezione.

I dati mostrano però quanto sia ancora necessario intervenire: in Italia il gender pay gap annuo arriva al 20–21%, le donne restano fortemente sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali e il divario cresce in modo significativo dopo la maternità, emergendo anche nei primi anni di carriera. La trasparenza è una leva fondamentale, ma non basta: senza politiche di compliance, incentivi e un ripensamento culturale del lavoro di cura e dei modelli organizzativi, il rischio è di limitarsi a controlli formali senza incidere sulle disuguaglianze strutturali.

La parità retributiva non è un privilegio, ma un diritto costituzionale ed europeo, e una condizione essenziale per la giustizia sociale, lo sviluppo economico e il futuro del lavoro.

Guarda la puntata: https://www.raiplay.it/video/2026/02/TG-Magazine-9a8107e1-0f7a-4212-9e8c-f53a2beef294.html?wt_mc=2.www.cpy.raiplay_vid_ParlamentoMagazine.